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Visualizzazione dei post con l'etichetta moderna viaggiatrice
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THERE’S MORE THAN GIGOLOS IN BALI Photo courtesy of Sofie Brabant Nobody tells you that Ubud, renown as the artistic and culinary capital of Bali, is above everything a place for women. You don’t find any mention of that in any of the established travel guides, though as soon as you spend less than two months here, you’ll find out - as I did the very first time I came here, in 2002. Couples and single men, occasionally are here passing through. But single women are more likely to fall for the lure of the island. Some come totally unaware. They think is a vacation on a famous tropical island and then find themselves falling under the tantalising spell of Bali. Most single women have come in search of something. They might not know what it is because they’re propelled by a drive. To some women it’s a matter of sexual drive, to others an instinct that urges, or a lust for adventure, suppressed for too long. To most it’s a desire to start again, after dramatic, unplanned ...
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A BALINESE LESSON Foto Sofi Brabant Fiorella Connie Carollo “Back to Nature” shouted Madè as soon as I went past his room on my scooter. That was his mantra, in the spring of  2007. Made was in charge of the small house I rented from his uncle during my six-month staying in Ubud. He was a 23 y.o. boy, not particularly good-looking, got a diploma in Hospitality thanks to his elder brother’s financial support. The elder brother Wayan, while working as a room-boy in his teens, met an Australian donor who paid for his schooling up to University and then Wayan paid for Made’s schooling up to his Diploma. From the beginning, Made impressed me for his destiny as the “ugly duckling” of the family. In fact, while Wayan was indeed a good looking man, tall, with a “Colgate smile”, also smart and lucky, Made wasn’t that good-looking and lucky. He hadn’t found any Australians willing to sponsor him and unlike his elder brother who married his high-school sweetheart, Made...
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Viaggiare & raccontare Foto di Sofi Brabant Siamo tutte Oriana Fallaci ! Sono la protagonista di un’avventura partita sull’onda della solidarietà e coronata da una vera e propria legittimazione . Una storia iniziata nella primavera del 2014 quando ideai il progetto “I Reportage di Donna Reporter: diamo voce e visibilità alle donne che in Asia stanno cambiando il mondo”. La consuetudine vuole che una reporter scriva un reportage dopo che le è stato commissionato da un giornale o una rivista. Nel mio caso, i commissionari sono state una trentina di finanziatrici che, nel maggio 2014, hanno aderito alla proposta di co-produrre i miei reportage in Asia. Un po’ Oriana Fallaci un po’ Margaret Mead Ci sono tanti modi di essere una reporter, lo stile più famoso per tanto tempo è stato quello di Oriana, uno stile provocatore, acuto, abile nel tratteggiare il profilo dei suoi interlocutori attraverso immagini e dettagli, tanto da essere studiato nelle scuole di giornalism...
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foto di Sofi Brabant Una gran voglia d’avventura   L’illusione è sempre stata la mia forza, il combustibile che mi metteva in movimento. Cambiare, sorprendere se stessi, ingannarsi se necessario Ma ben assestati in una sorta di evoluzione permanente. Quand’è che ho smesso di sentirmi fabbro del mio destino? Lidia Ravera in “Piangi Pure” L’illusione, come la trama e l’ordito di una tela, è “filo” essenziale in quella che è l’esperienza del visitatore a Bali. Nel suo teatro delle ombre, le marionette che raccontano le storie, hanno bisogno del filtro di uno schermo opaco perché l’ombra possa stagliarsi, e di una fonte di luce in angolo per creare la magia dello spettacolo. Allo stesso modo, si può dire che l’illusione è una magia necessaria a Bali per dare vita al suo meraviglioso, quotidiano, “teatro delle ombre”. Elizabeth Gilbert, l’autrice del libro Mangia prega ama racconta che la scelta di Bali, quale terza e ultima tappa del suo viaggio, fu dettata ...
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Foto di Sofi Brabant L’esotismo ha bisogno di nebbie che schermino il paesaggio non rivelandolo nella sua interezza. Ha bisogno di legare i luoghi del desiderio con una serie di informazioni spesso letterarie che sono più vicine al mito che alla concretezza della storia. La seduzione dell’altrove sembra nascere da una curiosità già in parte appagata da visioni che stimolano e solleticano il nostro pensiero desiderante. Ma quindi aveva ragione Flaubert col suo disprezzo profondo per l’esotismo che considerava un’emozione volgare, una falsificazione della conoscenza? Per Flaubert questa è la maledizione sghemba e infida dell’ amore idealizzato per i paesi lontani.                                             Dacia Maraini da “La seduzione dell’al...